Il disagio scolastico

Il disagio scolastico è una delle manifestazioni possibili del disagio giovanile e non di rado viene utilizzato dai ragazzi come lessico non verbale per comunicare ed informare le persone vicine a lui di uno stato di malessere psicologico generale.

Spesso, infatti, gli adolescenti manifestano problemi legati alla loro esperienza scolastica con vissuti di disagio che attraversano anche altri ambiti della loro vita: da quella familiare a quella legata al gruppo dei pari.

Possiamo definire il disagio scolastico come uno vissuto emotivo che, in assenza di disturbi di tipo psicopatologico, linguistico o cognitivo, si manifesta attraverso una serie di comportamenti di rifiuto delle attività scolastiche, tali da impedire, da parte del ragazzo, l’utilizzo delle proprie capacità cognitive, affettive e relazionali.

 

Ma come si manifesta il disagio?

Spesso per gli studenti il disagio equivale ad una spirale progressiva, che va da una situazione di difficoltà vissuta personalmente dallo studente all’interno dell’ambiente scolastico, ad una fatica nella realizzazione dei propri obiettivi formativi, alla bocciatura, fino all’abbandono scolastico.

Il disagio scolastico, infatti, se trascurato nell’analisi delle sue origini affettive profonde, può trascinarsi fino a provocare un accumulo di deficit, limitazioni o blocchi cognitivi e rinunce che possono influenzare considerevolmente la vita del ragazzo.

 

Parlare delle cause del disagio scolastico significa fare riferimento a più fattori che si legano tra loro e che vanno considerati sia nella loro autonomia che nella loro interdipendenza.

Alla base del disagio scolastico si ritrovano spesso i processi emozionali e le convinzioni dell’individuo circa la propria capacità di agire per raggiungere un determinato obiettivo.

L’immagine che ognuno di noi ha di sé è estremamente importante ai fini della motivazione ad apprendere.

Non è pertanto affatto secondario quale sia il livello di self-efficacy che accompagna le azioni degli studenti e non può esserne sottovalutata l’influenza: più è basso il livello di autoefficacia, meno lo studente sarà stimolato ad affrontare compiti impegnativi e difficili, convinto di un sicuro fallimento. Dobbiamo tuttavia ricordare che il concetto di autoefficacia è intrinsecamente relazionale, ossia si costruisce sull’immagine di sé che dall’esterno viene rinviata al soggetto. L’immagine negativa offerta dall’esterno genera un profondo senso di insicurezza che paralizza tutte le qualità positive dell’alunno, impedendogli di mettersi alla prova.

Il disadattamento scolastico viene nutrito e supportato, anche, dalla dinamica di gruppo, all’interno del quale il soggetto può sperimentare sia l’accettazione della propria persona, sia il rifiuto del proprio sé, ricevendone una valutazione pregevole e/o sfavorevole, che contribuisce ad accrescere il senso di sé, di autostima e di identità personale e sociale.